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	<title>Ultimo Centimetro Libero</title>
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	<description>il posto in cui i miei pensieri casuali possono (a volte) acquisire significato</description>
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		<title>Di vasche da bagno e fortuna</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 22:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti vari]]></category>

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		<description><![CDATA[Va bene.Lo ammetto.Sono un fottuto bastardo fortunato. Perch&#233;? Perch&#233; ho una vasca da bagno grande e qualcuno con cui usarla. Alle volte basta poco per essere felici. Acqua calda, un paio di candele, musica, qualcuno che ti ama e che ami. Lo so, sono un fottuto bastardo fortunato. BUONA VITA Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene.<br />Lo ammetto.<br />Sono un fottuto bastardo fortunato.</p>
<p>Perch&eacute;?</p>
<p>Perch&eacute; ho una vasca da bagno grande e qualcuno con cui usarla.</p>
<p>Alle volte basta poco per essere felici.</p>
<p>Acqua calda, un paio di candele, musica, qualcuno che ti ama e che ami.</p>
<p>Lo so, sono un fottuto bastardo fortunato.</p>
<p>BUONA VITA</p>
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		<title>Certi lunedì son più lunedì degli altri</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2007 22:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti vari]]></category>
		<category><![CDATA[freesbe]]></category>
		<category><![CDATA[ultimate]]></category>

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		<description><![CDATA[Certi luned&#236; sono pi&#249; luned&#236; degli altri.Che magari non succede niente di particolare, ma ci senti dentro tutta la pensantezza della settimana a venire. E magari sei perso al lavoro a fare qualcosa che non ti piace.Anzi, nemmeno che non ti piace.Semplicemente sei messo ad occuparti di cose che non fanno parte delle tue conoscenze. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certi luned&igrave; sono pi&ugrave; luned&igrave; degli altri.<br />Che magari non succede niente di particolare, ma ci senti dentro tutta la pensantezza della settimana a venire.</p>
<p>E magari sei perso al lavoro a fare qualcosa che non ti piace.<br />Anzi, nemmeno che non ti piace.<br />Semplicemente sei messo ad occuparti di cose che non fanno parte delle tue conoscenze. Certo, impari, ma &egrave; frustrante sentirti di nuovo un nubbio.<br />E&#8217; vero, hai esperienza, le capacit&agrave; per mettere a frutto quello che impari&#8230; ma lascia una sensazione di, come dire, tempo perso.</p>
<p>Purtroppo &egrave; cos&igrave;, il mio lavoro a volte va a periodi.<br />Ci sono momenti in cui non riesco a dare il giro, troppi lavori che si accumulano in contemporanea. E periodi in cui la parte di progettazione elettrica si ferma e mi tocca ricominciare la lenta agonia dell&#8217;imparare qualcosa da zero senza avere le basi per capirla.<br />Appena prima della pausa di ferragosto &egrave; davvero troppo per il mio cervellino martoriato.</p>
<p>Per fortuna due volte alla settimana mi alleno con la squadra d Ultimate Freesbe e posso sfogarmi un p&ograve;.<br />Mi diverto come uno scemo, anche se rischio di farmi scoppiare i polmoni e le caviglie, non abituate a questo tipo di sforzo, fanno un poco male dopo gli allenamenti.<br />Per&ograve; mi diverto, decompresso, ho trovato della gente divertente e molto piacevole.<br />Direi che basta questo per farne valere la pena.<br />E poi abbiamo gi&agrave; un paio di date per alcuni tornei a cui partecipare.<br />A settembre saremo a Nova Goriza due giorni&#8230; poi a Viareggio&#8230; e pare anche la possibilit&agrave; di qualche indoor a Marsiglia.<br />Insomma&#8230; si ricomincia a girare come ai bei tempi in cui facevo wrestling.</p>
<p>E in fondo la dimensione del viaggio in questo genere di cose mi mancava davvero molto. Prendere e partire, l&#8217;emozione di vedere posti nuovi, la compagnia, quel senso di complicit&agrave; dell&#8217;essere compagni di viaggio, della condivisione.<br />Mi mancava molto, s&igrave;.<br />Anche per questo motivo ho deciso di imbarcarmi nell&#8217;avventura.</p>
<p>In fondo non sono mai stato tipo da calcio o altri sport classici.<br />In qualche modo devo appagare il mio senso di avere a che fare con qualcosa di unico, di strano&#8230; di lontano dalla massa, dalle consuetudini.</p>
<p>BUONA VITA</p>
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		<title>Notte calda</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 00:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti vari]]></category>

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		<description><![CDATA[Una notte calda, Astor Piazzola e una tastiera&#8230; Il caldo lento entra dalla finestra, in languide ondate notturne.Assieme a lui pochi rumori sommessi, di natura e uomo. Grilli e auto in lontananza. Vento e motori. Nella mente iniziano a girare i pensieri, appiccicosi come le lenzuola di questa notte afosa. Vorrei&#8230;Potrei&#8230;Mi piacerebbe&#8230;Se capitasse&#8230;Se non succedesse&#8230;mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una notte calda, Astor Piazzola e una tastiera&#8230;</p>
<p>Il caldo lento entra dalla finestra, in languide ondate notturne.<br />Assieme a lui pochi rumori sommessi, di natura e uomo. Grilli e auto in lontananza. Vento e motori.</p>
<p>Nella mente iniziano a girare i pensieri, appiccicosi come le lenzuola di questa notte afosa.</p>
<p>Vorrei&#8230;<br />Potrei&#8230;<br />Mi piacerebbe&#8230;<br />Se capitasse&#8230;<br />Se non succedesse&#8230;<br />mi mancherebbe&#8230;<br />non cambierebbe niente&#8230;</p>
<p>Mille lucciole in forma di pensieri, scintille di dubbi e ceneri di certezze.<br />Tutto mischiato in un tango a tempo di malinconia.<br />Senza soluzione di continuit&agrave; le riflessioni a volte ingannevoli che abitano la notte frullano nella testa, allegra danza di colibr&igrave; neuronali.<br />Svogliato muovo una mano, come un banco di pesci si spostano all&#8217;unisono, per tornare a brucare il krill della mia insonnia.<br />Tanti pensieri si agitano in notti calde, quelli che con la temperatura normale restano sotto la superficie, ma che con il caldo salgono a galla come per un misterioso principio di convenzione termica.<br />Arrivano sul pelo dell&#8217;acqua che &egrave; la coscienza e stanno l&igrave;&#8230; stagnati, a volte immobili a volte agitati. A volte grandi, a volte insignificanti.<br />Un brusio di fondo, come il ronzio di un frigorifero, che diventa rumore bianco la maggior parte delle volte&#8230; tranne quelle occasioni in cui si trasforma in qualcosa di assordante e pesante e compulsivo.</p>
<p>Allora ti giri e ti rigiri, da una parte e poi dall&#8217;altra, poi l&#8217;opposto e poi da una parte all&#8217;altra ancora&#8230; la sensazione che il sonno ti sfugga apposta e che anzi oggi voglia schernirti con la sua assenza.<br />Sembra quasi di poterlo sentire ridere come un bambino dispettoso.<br />Il soffitto nel buio diventa lo schermo su cui si proietta lo spettacolo della tua vita recente. E sei in prima fila per godertelo.<br />E non dubiti che presto ci sar&ograve; spazio per i filmati d&#8217;epoca, i grandi classici.</p>
<p>Niente da fare&#8230;<br />i pensieri ronzano, danzano, cantano&#8230;</p>
<p>E&#8217; una notte calda.</p>
<p>BUONA VITA</p>
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		<title>Lente uscite dal letargo</title>
		<link>http://ultimocmlibero.blog.tiscali.it/2007/07/24/lente_uscite_dal_letargo_1782469-shtml/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jul 2007 00:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti vari]]></category>

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		<description><![CDATA[Era da tanto, tantissimo che non scrivevo.Troppo credo. Per quanto sappia di clich&#233;, il tempo passa molto pi&#249; in fretta di quanto uno possa pensare.Specie se si esce da qualcosa che lascia l&#8217;amaro in bocca.Che ti lascia stordito, con un senso di inerzia. Cos&#236; ti ritrovi in poco tempo con i mesi che passano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="verdana,geneva">Era da tanto, tantissimo che non scrivevo.<br />Troppo credo.</p>
<p>Per quanto sappia di clich&eacute;, il tempo passa molto pi&ugrave; in fretta di quanto uno possa pensare.<br />Specie se si esce da qualcosa che lascia l&#8217;amaro in bocca.<br />Che ti lascia stordito, con un senso di inerzia.</p>
<p>Cos&igrave; ti ritrovi in poco tempo con i mesi che passano e tutto quello che ti succede nel periodo in cui ti muovi per abitudine ti appare come avvolto da un poco di nebbia.</p>
<p>E alla fine eccoci qua, con luglio che finisce.</p>
<p>E mi ritrovo con parecchie cose alle spalle, alcune in corso e qualcuna all&#8217;orizzonte.</p>
<p>Come sempre la vita si muove, indipendentemente dal fatto che tu la cavalchi o meno.<br />La Vita E&#8217;, come scriveva Richard Bach.</p>
<p>Nel frattempo ho ritrovato un amico.<br />Si era perso&#8230; ci eravamo persi. Non mi sembra giusto dare solo a lui la colpa.<br />Quello che conta ora &egrave; riuscire a non perdersi di nuovo, che il legame che abbiamo rischiato di infrangere non corra di nuovo questo pericolo.<br />Non sar&agrave; facile, ma non voglio ripetere l&#8217;errore che ho gi&agrave; commesso. Dovr&ograve; impegnarmi.<br />Per&ograve; ne vale la pena, almeno per un amico come questo. Se ne incontrano pochi nella vita.</p>
<p>Nel frattempo mi sto dedicando all&#8217;Ultimate Freesbe.<br />Il gioco &egrave; davvero esaltante&#8230; Vi posso solo consigliare di cercare su internet ogni notizia possibile. E se potete, di provare.</p>
<p>Insomma, &egrave; tutto qui.</p>
<p>O quasi.<br />Come sempre, ci sono alcune piccole cose&#8230; o persone&#8230; che voglio tenere per me.</p>
<p>BUONA VITA</font></p>
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		<title>Elogio ferroviario e &quot;Noite Luar&quot;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2007 01:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho sempre considerato e considero tuttora il treno un mezzo di trasporto tecnicamente arretrato. Scomodo, non performante e specie quelli italiani mantenuti da schifo. Una cosa deva però riconoscerla. Sono perfetti quando uno si allontana da qualcuno o qualcosa di importante. Quando la testa è piena di pensieri, di forse, di ma, di avrei potuto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre considerato e considero tuttora il treno un mezzo di trasporto tecnicamente arretrato.<br />
Scomodo, non performante e specie quelli italiani mantenuti da schifo.</p>
<p>Una cosa deva però riconoscerla.<br />
Sono perfetti quando uno si allontana da qualcuno o qualcosa di importante. Quando la testa è piena di pensieri, di forse, di ma, di avrei potuto, di avrei dovuto&#8230;<br />
Uno fissa il finestrino, il mondo che corre fuori e nemmeno lo vede.<br />
L&#8217;unica cosa che ti occupa è essere sommerso dai pensieri, dalla riflessioni, dal rivedere quello che è successo scena per scena come in un rallenti.<br />
Il treno da il senso di distanza, di percorrenza e attesa che spesso ai giorni nostri viene a mancare.<br />
Ha un certo senso melodrammatico e retrò che non ho mai trovato in nessun altro mezzo di trasporto. Capisco ora perché tanti film, libri e altro ambientano partenze ed arrivi alle ferrovie.<br />
Il senso di dover partire, di piccolo abbandono, di lasciarsi qualcosa di unico e importante alle spalle&#8230; chiedendosi se si tornerà, più felici o più tristi.<br />
Se ritroveremo quello che abbiamo lasciato. Oppure qualcosa di meglio oppure nulla.</p>
<p>E mentre l&#8217;ipnotico battere delle ruote sulle traversine ti culla, il corpo si rilassa, senza occupazioni e il cervello si perde in percorsi mentali arditi. Tutto ritorna, tutto è oggetto di riflessione, di ripensamento, di domande.<br />
Ogni scelta è sezionata e analizzata, il viaggio è una seduta a giudizio del comportamento. Non è facile, specie se sono pensieri pesanti.<br />
E poco serve cercare di curiosare nella vita degli altri passeggeri. I pensieri alla prima galleria ritornano.<br />
E di nuovo fissi quel maledetto finestrino, un groppo nella gola, un nodo dello stomaco mentre la schiena inizia a farti male e senti il culo piatto.<br />
Tenti di fare altre, ma l&#8217;unica cosa che riesce è distrarti per qualche minuto. Poi con la testa ritorni lì, a quello che ti tormenta.<br />
Ogni parola rimbomba, viene ripetuta e ripensata.</p>
<p>La testa è stanca, ti addormenti magari, ma di quel sonno inquieto tipico dell&#8217;avvertire il dovere di una scelta nell&#8217;aria. E di soprassalto ti svegli, magari con il controllore che vuole vedere il biglietto. E fatichi a scacciare i pensieri mentre tenti di ricordarti dove sei e dove cazzo è il biglietto.</p>
<p>Odio il treno, amo il treno.<br />
Scomodo, forse anche perché alle volte non ti permette di scappare a te stesso.<br />
Alle tue scelte.<br />
Alle tue parole.<br />
Alle tue paure.<br />
Alle tue speranze.<br />
Ai tuoi desideri.<br />
Ai tuoi pensieri.<br />
Ai tuoi ricordi.<br />
Al sapore di un bacio.<br />
Al profumo di lei, che ti resta nelle mani.</p>
<p>BUONA VITA</p>
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		<title>Il Grande Dittatore &#8211; il monologo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2007 23:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti vari]]></category>
		<category><![CDATA[dittatore]]></category>
		<category><![CDATA[grande]]></category>
		<category><![CDATA[monologo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi è tornato in mente, per caso. Mi ero quasi dimenticato della sua perfezione e potenza. Una di quelle cose che quando le leggo, fanno fremere il cuore. ?Mi dispiace, ma io non voglio fare l?imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, ne? conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi è tornato in mente, per caso. Mi ero quasi dimenticato della sua perfezione e potenza. Una di quelle cose che quando le leggo, fanno fremere il cuore.</p>
<p><i>?Mi dispiace, ma io non voglio fare l?imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, ne? conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l?un l?altro.</p>
<p>In questo mondo c?è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L?avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell?odio, ci ha condotti a passo d?oca fra le cose più abbiette.</p>
<p>Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell?abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l?abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità, più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza, e tutto è perduto.</p>
<p>L?aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell?uomo, reclama la fratellanza universale, l?unione dell?umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, miolini di uomini donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.</p>
<p>A coloro che mi odono io dico: non disperate! L?avidità che ci comanda è solamente un male passeggiero, l?amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano.</p>
<p>L?odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.</p>
<p>Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un?anima! Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine, non siete bestie, siete uomini! Voi avete l?amore dell?umanità nel cuore! Voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l?amore altrui!</p>
<p>Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel vangelo di San Luca è scritto: ?il Regno di Dio è nel cuore dell?uomo?, non di un solo uomo, o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.</p>
<p>Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi, perchè rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l?avidità, l?odio e l?intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.</p>
<p>Soldati! In nome della democrazia, siate tutti uniti!</p>
<p>Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia.</p>
<p>Guarda in alto, Hannah! Le nuovole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall?oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio della loro brutalità.</p>
<p>Guarda in alto, Hannah! L?animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull?arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro, il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi.</p>
<p>Guarda in alto, Hannah.</p>
<p>Lassù!?</i></p>
<p>PS: lo rileggo e mi accorgo di quanto sia lo specchio di una vera e potente utopia anarchica&#8230;</p>
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		<title>Di pensieri sparsi in scintille di cremisi incertezza</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 00:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cremisi]]></category>
		<category><![CDATA[incertezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Da tanto non mi concedevo il tempo di scrivere su questo mio spazio. Che è mio non solo in questo piano virtuale, vista la sua ubicazione. E&#8217; mio anche mentre lo scrivo, è mio dentro di me. E me ne accorgo mentre scrivo. Queste parole restano nel serbatoio di internet, ma diventano anche parte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da tanto non mi concedevo il tempo di scrivere su questo mio spazio.<br />
Che è mio non solo in questo piano virtuale, vista la sua ubicazione.<br />
E&#8217; mio anche mentre lo scrivo, è mio dentro di me. E me ne accorgo mentre scrivo. Queste parole restano nel serbatoio di internet, ma diventano anche parte di me man mano che prendono forma. E forse, chissà, mi aiutano a far sì che le cose si riordino.<br />
o forse no.<br />
Non che importi veramente. L&#8217;essenziale è farlo.</p>
<p>Come sempre è la musica di Ludovico Einaudi a dare il ritmo alla stesura.<br />
E il flusso dei pensieri viaggia libero, scorre come acqua, senza memoria.</p>
<p>Un pò mi sento così. Senza memoria.<br />
In un presente a ciclo continuo.<br />
I giorni passano, le settimane e i mesi si susseguono. Rapidi, inesorabili. Ed io li attraverso, vivendo poche giornate rispetto all&#8217;enorme quantità di tempo che mi trafigge.<br />
Lento, come un satellite in un&#8217;orbita irregolare. Senza strade battute, ma ancorato a cardini di ordine galattico.<br />
Ed è così ormai da qualche mese.</p>
<p>Le cose cambiano, ma non per forza lo accettiamo. Alle volte sono solo diverse, più grigie. I bordi meno definiti, ci si muove in un campo che è qualcosa di precedente eppure al tempo stesso non lo è.<br />
E tutto il resto acquista proporzioni che prima non concepivamo. Perso quello che permetteva di metterle a fuoco cambia la prospettiva, quello che era sullo sfondo ci colpisce diventando improvvisamente in 3-D. E siamo sopraffatti da questo, non si era preparati. E sotto questo peso, muoversi diventa difficile.<br />
Pensare diventa difficile.<br />
Capisci cosa non va, ma ti occorre tempo per trovare il modo di agire, trovare la forza per farlo.<br />
E mentre aspetti sei spettatore dei tuoi giorni. Con pochi attimi da ricordare e poche persone che possono capirti. E poche persone che hai voglia di sentire e che possano dire qualcosa che valga la pena di essere ascoltato.</p>
<p>Non sono depresso. Però&#8230; però boh. Difficile poter riassumere in una parola. Difficile anche metterne in fila abbastanza per spiegare tutto.<br />
Sono istanti, attimi di cui hai consapevolezza solo dopo il loro passaggio.</p>
<p>E&#8217; così mi concentro sulle piccole cose.<br />
Riscoprire qualche vecchio fumetto, fare una strada diversa tornando a casa, rileggere vecchie mail di ottimi amici.<br />
Giocare al mio pbem preferito (Play-by-Email&#8230; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PBeM" target="_blank">PBeM su Wiki</a>, se volete saperne di più..), <a href="http://dusklegacy.altervista.org/" target="_blank">Dusk Legacy</a>. Moderare la lista mentre la mia amica moderatrice è malata.<br />
Ascoltare qualche vecchia canzone.<br />
Piccole cose.</p>
<p>Perché le grandi&#8230; quelle arrivano. Ma nel momento che non ti aspetti. E quindi inutile restare ad attenderle. Meglio non rovinarsi la sorpresa.</p>
<p>BUONA VITA</p>
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		<title>Di consigli che fanno bene</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 22:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bene]]></category>
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		<category><![CDATA[fanno]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto dal film &#8220;The Big Kahuna&#8221;. Mi fa stare bene. Mi fa riflettere. Mi fa sentire che forse è possibile trovare l&#8217;equilibrio giusto. Non prendersela per le cose che non meritano. Riuscire a superare le cose che ci infastidiscono, gli atteggiamenti che ci feriscono o impediscono di essere sereni&#8230; Goditi potere e bellezza della tua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Tratto dal film &#8220;The Big Kahuna&#8221;.<br />
Mi fa stare bene. Mi fa riflettere. Mi fa sentire che forse è possibile trovare l&#8217;equilibrio giusto.<br />
Non prendersela per le cose che non meritano. Riuscire a superare le cose che ci infastidiscono, gli atteggiamenti che ci feriscono o impediscono di essere sereni&#8230;</i></p>
<p>Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.<br />
 Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.<br />
 Ma credimi tra vent&#8217;anni guarderai quelle tue vecchie foto.<br />
 E in un modo che non puoi immaginare adesso.</p>
<p> Quante possibilità avevi di fronte<br />
 e che aspetto magnifico avevi!<br />
 Non eri per niente grasso come ti sembrava.</p>
<p> Non preoccuparti del futuro.<br />
 Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un&#8217;equazione algebrica.</p>
<p> I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.</p>
<p> Fa&#8217; una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!</p>
<p> Non essere crudele col cuore degli altri.<br />
 Non tollerare la gente che è crudele col tuo.</p>
<p> Lavati i denti.</p>
<p> Non perdere tempo con l&#8217;invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.<br />
 La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.</p>
<p> Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.<br />
 Se ci riesci veramente, dimmi come si fa&#8230;</p>
<p> Conserva tutte le vecchie lettere d&#8217;amore,<br />
 butta i vecchi estratti-conto.</p>
<p> Rilassati!</p>
<p> Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.<br />
 Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.<br />
 I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.</p>
<p> Prendi molto calcio.</p>
<p> Sii gentile con le tue ginocchia,<br />
 quando saranno partite ti mancheranno.</p>
<p> Forse ti sposerai o forse no.<br />
 Forse avrai figli o forse no.<br />
 Forse divorzierai a quarant&#8217;anni.<br />
 Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.<br />
 Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,<br />
 ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,<br />
 come quelle di chiunque altro.</p>
<p> Goditi il tuo corpo,<br />
 usalo in tutti i modi che puoi,<br />
 senza paura e senza temere quel che pensa la gente.<br />
 E&#8217; il più grande strumento che potrai mai avere.</p>
<p> Balla!<br />
 Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.</p>
<p> Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.<br />
 Non leggere le riviste di bellezza:<br />
 ti faranno solo sentire orrendo.</p>
<p> Cerca di conoscere i tuoi genitori,<br />
 non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.<br />
 Tratta bene i tuoi fratelli,<br />
 sono il miglior legame con il passato<br />
 e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.</p>
<p> Renditi conto che gli amici vanno e vengono,<br />
 ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.<br />
 Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,<br />
 perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.</p>
<p> Vivi a New York per un po&#8217;, ma lasciala prima che ti indurisca.<br />
 Vivi anche in California per un po&#8217;, ma lasciala prima che ti rammollisca.</p>
<p> Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant&#8217;anni, sembreranno di un ottantacinquenne.</p>
<p> Sii cauto nell&#8217;accettare consigli,<br />
 ma sii paziente con chi li dispensa.<br />
 I consigli sono una forma di nostalgia.<br />
 Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,<br />
 ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte<br />
 e riciclarlo per più di quel che valga.</p>
<p> Ma accetta il consiglio&#8230; per questa volta.</p>
<p><i>BUONA VITA</i></p>
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		<title>Di vermiglie schegge di instabili sistemi danzanti</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Feb 2007 21:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[danzanti]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi sento in caduta libera in questi giorni. Come se affondassi in una gelatina fatta di contrattempi, frustrazione, fastidi inutili e superflui. Le cose mi paiono fuori fuoco. Al lavoro sembra di girare intorno, sempre gli stessi problemi a cui non si decide di dare soluzione. Ovattato il mio cervello, la mia reattività emotiva ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento in caduta libera in questi giorni.<br />
Come se affondassi in una gelatina fatta di contrattempi, frustrazione, fastidi inutili e superflui.</p>
<p>Le cose mi paiono fuori fuoco.<br />
Al lavoro sembra di girare intorno, sempre gli stessi problemi a cui non si decide di dare soluzione.</p>
<p>Ovattato il mio cervello, la mia reattività emotiva ai minimi storici.<br />
A corto di energie nervose, solo un grande senso di vuoto nella mente, come se non avessi trazione cerebrale e le ruote del mio pensiero girassero a vuoto.</p>
<p>Un sacco di nervoso, di ansia.<br />
La sensazione sottile che nell&#8217;aria ci sia qualcosa di sbagliato, che non va.<br />
Il combattere tutti i giorni con piccole azioni meschine di chi potrebbe farne a meno. Vedere l&#8217;evolversi di una situazione di cui siamo impotenti osservatori e tristi vittime.</p>
<p>Le cose sembrano contrarsi, implodere sotto il loro stesso peso.<br />
Le sottili costruzioni di fragile cristallo che parevano magnifici castelli si rivelano per quello che sono, instabili sistemi di equilibri precari destinate ad un entropico balletto di stupida autodistruzione.<br />
Si pattina su ghiaccio sottile e già si avvertono i primi sinistri avvisi di cedimento.<br />
Tutti i piccoli problemi seminati nel corso del tempo si sono accumulati e stanno formando una diga che presto o tardi farà straripare il già irrequieto corso d&#8217;acqua che tentiamo di navigare a vista.</p>
<p>In tutto questo aspetto il naufragio, chiedendomi se è il caso di cercare una scialuppa, un salvagente o se non è meglio essere preda dei flutti e salutare l&#8217;ambiente con un sonoro vaffanculo.</p>
<p>Per il momento mi accontento di galleggiare.<br />
Non è il massimo, non sarà la cosa migliore&#8230; ma è la sola che riesco a fare ultimamente.</p>
<p>BUONA VITA</p>
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		<title>Il mare se ne frega&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Feb 2007 01:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[frega]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>

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		<description><![CDATA[Come tutte le storie, dovrebbe iniziare con il più classico dei &#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221; Non è così però ed inizierò invece con il dirvi chi non c&#8217;era&#8230; Non c&#8217;era una principessa, né un principe. Nemmeno re, cavalieri, servi coraggiosi o pavidi gentiluomini. Nessun mostro o creatura incantata, nessuna fata o città stregata. Nemmeno elfi o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Come tutte le storie, dovrebbe iniziare con il più classico dei &#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221;<br />
Non è così però ed inizierò invece con il dirvi chi non c&#8217;era&#8230;</p>
<p>Non c&#8217;era una principessa, né un principe. Nemmeno re, cavalieri, servi coraggiosi o pavidi gentiluomini. Nessun mostro o creatura incantata, nessuna fata o città stregata. Nemmeno elfi o troll, draghi e unicorni. Di cantastorie o menestrelli nemmeno l&#8217;ombra.</p>
<p>No, niente di tutto questo.</p>
<p>C&#8217;era solo il mare.<br />
Ecco, sì, il mare.<br />
Ma non un mare qualunque, bensì l&#8217;oceano. Quello vero, quello che pare sconfinato, senza fine, che sembra alle volte il risvolto del cielo e alle volte il limite del mondo, che se ci arrivi poi cadi di sotto.<br />
C&#8217;era soli il mare.<br />
E le sue onde, e le maree, e la schiuma, e il rumore sugli scogli.<br />
E i delfini e i beluga.<br />
Che non c&#8217;entrano con la nostra storia, ma perché non citarli? Sono animali sensibili e potrebbero offendersi.</p>
<p>C&#8217;era solo il mare, dicevamo.<br />
Il mare, che sembra fatto d&#8217;argento e stagnola sotto la luna piena.<br />
Il mare, che pare un lago di lacrime se c&#8217;è la luna turca.<br />
Il mare, che lo scambi per pece se la luna non c&#8217;è proprio.</p>
<p>C&#8217;era solo il mare.<br />
Che, diciamolo, in fondo se ne frega. Lui sale e scende, immutabile, ma non immobile.<br />
Tu lo guardi, e lui continua a fare il mare. Nemmeno ti saluta, fa un cenno o da segno di vederti.<br />
Nemmeno se vai a trovarlo tutte le estati e stai con lui per intere settimane. Tu aspetti tutto l&#8217;anno di ritrovarlo e quando arrivi, niente, lui nemmeno fa segno di riconoscerti.<br />
Il mare se ne frega. Lui fa il mare e basta, il resto non lo interessa.</p>
<p>C&#8217;era solo il mare.<br />
Però il mare non era solo.</p>
<p>Davanti a lui c&#8217;era un bambino.<br />
Piccolo, abbronzato, i capelli scuri e gli occhi assurdamente chiari, per chissà quale scherzo di lotteria genetica.<br />
I piedi nudi e cicciotti affondati nella sabbia, come se nemmeno un uragano potesse sradicarlo.<br />
Che poi, diciamolo, agli uragani dei bambini poco importa. Preferiscono spostare le case e le macchine. Quelle sì, dan soddisfazione a farle atterrare dall&#8217;altra parte del mondo. Qualcuno parlerebbe di un bambino fatto volare da un uragano? No, nessuno ci farebbe attenzione. Una casa però&#8230; Questo è un altro affare. Quella si fa notizia. E l&#8217;uragano è contento, lascia la sua traccia nel mondo e nella storia, soprattutto di chi in quella casa ci abita. In fondo, per quanto potente, l&#8217;uragano è un tipo semplice. Vuole solo essere ricordato.</p>
<p>C&#8217;era solo il mare e davanti a lui, un bambino.<br />
Tutti i giorni arriva sul bagnasciuga e si mette a fissare il mare.<br />
E resta lì, per ore.<br />
Quando il sole batte più forte, si mette un cappello. Quando soffia il vento, si mette una giacca.<br />
A fissare il mare.<br />
E lui, se ne frega.</p>
<p>Il bambino viene da una famiglia ricca e famosa. Almeno nel suo paese.<br />
Famosa, intendo, perché ricca lo sarebbe ovunque.<br />
Il bambino potrebbe fare tutto quello che vuole, giocare tutto il giorno con i più bei e costosi ninnoli del suo tempo.<br />
Invece se ne sta lì, osserva il mare con i suoi occhi chiari. E il viso serio, di uno che sta pensando qualcosa di grande, ma così grande che tutto il resto non lo interessa più. Uno mangia e beve, fa le solite cose, ma la testa, quella beh&#8230; Quella sta dietro a quel pensiero. E il resto ti passa davanti, come quelle noiose diapositive di viaggi che certe volte amici e conoscenti ti costringono a guardare.</p>
<p>C&#8217;era solo il mare e davanti a lui, un bambino.<br />
Che lo guarda.<br />
Almeno sembra. Perché se fate attenzione, quello che il bambino sta guardando, non è il mare.<br />
No.<br />
Il bambino guarda oltre, lì dove il mare finisce ed inizia il cielo&#8230; O forse finisce il mondo, chi lo sa.<br />
E pensa.<br />
Pensa che forse, laggiù, se il mondo non finisce, c&#8217;è un bambino come lui.<br />
Magari non ricco, con gli occhi scuri perfino.<br />
Che come lui però, si sente solo. E l&#8217;unica cosa che fa è guardare il mare, che se ne frega se sei ricco, povero, biondo, con gli occhi chiari o scuri. Per il mare son tutti uguali e non gli interessa di nessuno..</p>
<p>C&#8217;era solo il mare e davanti a lui, un bambino.<br />
Con una biglia in mano e un viso triste e corrucciato.<br />
Che pensa e pensa, guadando il mare ed oltre, verso il suo forse immaginario, forse reale, compagno di solitudine.<br />
Il bambino allora getta la biglia in acqua. Non perché è brutta e non gli piace più. No, lo fa proprio perché è la sua preferita.<br />
Perché spera che arrivi a quel bambino che come lui guarda il mare.</p>
<p>La biglia finisce così tra le onde, le maree, la schiuma e il rumore sugli scogli.<br />
E i delfini e i beluga, non dimentichiamoli.<br />
Però la biglia non torna a riva. Va sempre più lontano fino a che scompare.</p>
<p>C&#8217;era solo il mare e davanti a lui, un bambino.<br />
Che ora sorride pensando alla sua biglia in viaggio verso l&#8217;inizio del cielo o la fine del mondo. Verso qualcuno che la sta aspettando e l&#8217;accoglierà con lo stesso sorriso con cui lui l&#8217;ha salutata.</p>
<p>Perché il mare è vero, se ne frega.<br />
Però non basta un oceano a dividere due amici.</i></p>
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